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Avocado, l’oro verde: benefici, controindicazioni e costi ambientali

Le proprietà benefiche dell’avocado sono molte.

Prima di tutto l’avocado è ricco di acido grasso linoleico e acidi grassi Omega 3: si tratta dei cosiddetti “grassi buoni”, che riescono ad inibire la produzione di colesterolo.

Quindi mangiare l’avocado si rivela un’ottima strategia, per badare alla salute del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio in generale.

E’ ricco di antiossidanti, che riescono a contrastare l’azione dei radicali liberi e a rallentare l’invecchiamento cellulare.

Inoltre, sebbene l’apporto calorico sia molto alto, l’avocado può essere considerato un alleato per perdere peso grazie ai grassi monoinsaturi, ovvero i grassi buoni, i quali sono, come detto prima, in grado di aumentare la produzione di colesterolo buono, facendo diminuire l’accumulo di grasso, in special modo, nella zona addominale.

Inoltre controlla il metabolismo degli zuccheri ed evita picchi ed eccessi.

Oltre a ciò, l’avocado è di aiuto per la digestione, rallenta la decomposizione dei carboidrati e dona un senso di sazietà.

Ma non solo: l’avocado è ideale per la salute di pelle e capelli, che è in grado di proteggere dall’invecchiamento e dalla secchezza.

Ad esempio si possono realizzare:

impacchi per capelli secchi, schiacciando la polpa di un avocado da applicare sui capelli umidi per un’ora circa per poi sciacquare

maschere per il viso, schiacciando la polpa di un avocado maturo, a cui aggiungere due cucchiai di olio di mandorle e da tenere in posa per mezz’ora circa per poi risciacquare

Oggi l’avocado è un frutto che va molto di moda e coltivarlo è redditizio.

Al punto che in Costa Rica ne è nato un contrabbando e in Messico ha attratto la criminalità organizzata.

I consumi di avocado stanno crescendo in tutto il mondo.

In Messico, il mercato dell’avocado, definito oro verde, ha attratto l’attenzione di alcuni cartelli della droga che estorcono denaro agli agricoltori.

In Messico c’è anche un problema ambientale legato alla coltivazione degli avocado: dato che coltivandoli si riesce a guadagnare molto di più rispetto ad altre colture, molti agricoltori convertono le loro attività e abbattono parti di foresta per aumentare la loro produzione.

In questo modo, distruggono parte dell’ecosistema naturale, che è danneggiato anche dal fatto che le coltivazioni di avocado richiedono molta acqua.

Anche in  Cile, uno dei maggiori esportatori di avocado si è creato un grosso problema di mancanza di acqua nei villaggi adiacenti alle zone di coltura di questo frutto.

Per coltivare 1 kg di avocado sono necessari 1000 lt di acqua (per un kg di pomodori, per intenderci, ne servono 180 lt)!

Per intensificare le coltura molti produttori attingono illegalmente l’acqua dai fiumi.

Col risultato che interi villaggi rimangono a secco e devono essere riforniti con le auto cisterne.

La coltivazione intensiva dell’avocado in Italia è recente ma già promette molto bene.

Negli anni 80-90 in Calabria furono piantate diverse piante di avocado per una sperimentazione pilota sulla commercializzazione di questo frutto.

Purtroppo l’esperimento non andò a buon fine non perché non fruttificassero ma perché commercializzare i loro frutti non era conveniente.

Anche in Sicilia c’erano numerose coltivazioni di avocado e parecchie, per lo stesso motivo, vennero abbandonate e sostituite con una coltura più redditizia.

In questi ultimi anni giovani imprenditori siciliani stanno sperimentando con grande successo la coltivazione dell’avocado sulle terre situate alle pendici dell’Etna, sfruttando l’eccezionale qualità del terreno, il fertile e sciolto terreno vulcanico e puntando sull’agricoltura biologica.

Aziende come Sicilia Avocado e Agrinova Bio hanno riscontrato un notevole apprezzamento non solo in Italia ma in Europa al punto che la produzione non è bastata a soddisfare interamente la domanda.

Oggi la coltivazione di avocado siciliana sta diventando una realtà sempre più apprezzata e conosciuta, fonte di soddisfazione e di reddito per quanti hanno creduto in lei.

Esistono ormai diverse aziende grandi e piccole.

E molti distributori che credono in loro, come la mia amica Laura Failla che fa arrivare gli avocado siciliani in Veneto nella sua Bottega Sfusa. E naturalmente i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) sparsi in tutta Italia.

La maggior parte della grande distribuzione invece si rifornisce da Messico, Cile e Perù.

Ma prima di puntare il dito contro gli agricoltori cattivi che sfruttano la terra rivolgiamo lo sguardo a noi stessi e pensiamo a quanto questo sfruttamento derivi dalle nostre pessime abitudini.

Dal volere tutto, tanto, subito, sempre, in tutte le stagioni.

Un’ultima curiosità: vero è che l’avocado contiene tutte le straordinarie proprietà nutrizionali descritte all’inizio, ma la macrobiotica sconsiglia il consumo di frutta tropicale, come avocado e banane ad esempio.

Questo perchè quando un clima è sempre caldo, come accade nelle fasce climatiche tropicali, si può parlare di ambiente yang e ciò che vi cresce contiene fattori yin, espansivi e raffreddanti.

Per questa ragione, fra tutti i frutti, quelli tropicali sono estremamente yin, il che significa che hanno un effetto energetico espansivo e dispersivo nel corpo e possono contribuire alla perdita di calore (raffreddano il corpo) e alla perdita di sali minerali e forza vitale.

Quindi il loro consumo costante, da un punto di vista energetico, può portare a una tendenza negativa.

Come sempre, l’importante è essere consapevoli, conoscere e considerare i vari punti di vista.

Fare la spesa, comprare anche un semplice frutto, è un gesto importantissimo, potente, che richiede responsabilità e può fare la differenza.

(Grazie a Matteo Zardini per la foto di copertina che mi ha inviato quest’estate durante il suo viaggio in Sud America)

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