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Diadora Blushield, la scarpa universale che elimina le differenze

La settimana scorsa sono stata invitata insieme ad altri blogger e giornalisti a testare le nuove Diadora Blushield.

Ed è stato davvero un evento speciale.

Prima di tutto perchè a spiegarci le caratteristiche di questa nuova scarpa, la cui tecnologia promette di modificare il modo in cui concepiamo il running, c’era Gelindo Bordin!

Proprio lui, il famoso Bordin che nel 1988  a Seul è stato il primo italiano a vincere la maratona olimpica.

Il famoso Bordin a cui stato dedicato un sentiero al Sestriere, dove si allenano i professionisti, e dove io nel 2012 mi sono sfasciata una caviglia.

L’infortunio più grave della mia storia di podista, che mi ha ridotta in stampelle per 2 mesi e mi ha costretta a rinunciare alla tanto desiderata maratona di Berlino… ma questa è un’altra storia 😉

Chi lo avrebbe immaginato nel 2012 che un giorno avrei fatto una corsa lungo il naviglio a Milano proprio con lui, con Gelindo Bordin???

Un evento reso ancora più eccezionale da un vero e proprio anticipo di primavera! Abbiamo corso in canotta a Milano, baciati dal sole, il 7 febbraio.

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Ma veniamo alle scarpe.

La rivoluzione delle Blushield è che finalmente è la tecnologia che si adatta al nostro corpo e non il contrario.

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Siamo esseri umani, ognuno di noi è diverso: la maggior parte dei podisti riscontra da sempre problemi di iper-pronazione, oltre che un’asimmetria nella corsa tra il piede destro e il piede sinistro.

La Blushield si presenta come una calzatura universale, che racchiude potenza e ammortizzazione dinamica, reattività e adattamento della scarpa ai diversi utilizzatori in un unico prodotto.

Diadora Blushield minimizza la tendenza asimmetrica dei piedi e trasforma l’appoggio irregolare in una corsa bilanciata, veloce e dinamica.

Di fatto si tratterebbe di una scarpa in grado di superare la distinzione tra pronatori, supinatori e neutri, adattandosi non solo al piede ma anche al tipo di appoggio di chi la indossa.

Il nostro cervello non è fatto per farci fare fatica, ci ha spiegato Bordin, per questo quando siamo molto stanchi i muscoli smettono di lavorare e anche il piede si adatta. Grazie ai coni attivi in gel di cui è dotata, Diadora Blushield garantisce un contatto totale con la pianta del piede e lo stimola quando si “addormenta” per la stanchezza.

Inoltre i materiali utilizzati hanno infinita memoria: reattività e protezione rimarranno invariati fino all'”esaurimento” della scarpa, maratona dopo maratona.

Unico problema di questa tecnologia, sempre a detta di Bordin, è – per adesso – il peso. La scarpa non è leggerissima.

Io sono leggera e ho un appoggio “neutro”, ma non per questo mi adatto facilmente ad ogni tipo di scarpa.

Ho usato le Blueshield per i miei lavori infrasettimanali di ripetute lunghe e le ho trovate subito comode e reattive.

E comunque non pesanti.

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Infine, direttamente dal grande Bordin, anche un consiglio per la nostra preparazione:

l’ultimo lungo per la maratona deve essere di 3 ore di cui una a 50″ più lenti del RM, una a 20″ più lenti e l’ultima a ritmo gara.

Se alla fine ne avete ancora l’andatura scelta è quella giusta e l’obiettivo è raggiungibile!

Grazie Gelindo!!!

diadora blushield bordin

E grazie Diadora!

Le Diadora Blushield sono disponibili dal 17 febbraio. Potete acquistarle qui.

#DiadoraBlushield

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#MakeItBright

diadora

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