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#Milano21: tra spirito zen e spirito di competizione

Ho letto tanti bei racconti di questa #Milano21.

Una gara tanto attesa, la mezza maratona autunnale che mancava a Milano, la mezza da pb, la mezza dei record, un’edizione zero che ha fatto sold out con 3 giorni di anticipo.

partenza orizzontale

Una gara quasi perfetta.

Una giornata quasi perfetta.

Una giornata in cui ci siamo trovati in 6.500 a inseguire la nostra passione.

Una giornata difficile per me.

Una giornata iniziata e finita male, con la gara in mezzo.

Una giornata da 10 km anzichè 21.

Una giornata fredda, fuori e dentro.

Dolorosa, nelle gambe e nel cuore.

Una giornata di quelle a cui vai incontro consapevole, perchè di segnali ne hai avuti tanti e li hai ignorati tutti. Vuoi andarci a sbattere contro, cosciente e ad occhi aperti. Perchè il male lo vuoi sentire tutto.

Però poi c’è stata Carlotta, che hai visto arrivare in lacrime di gioia per essersi finalmente presa il suo personale da urlo e quel momento in cui ti senti così felice e orgogliosa anche tu, perchè sai quanto è costato e quale gioia si prova. E allora abbracci la tua amica e scende una lacrima di gioia anche a te.

E c’è stata Michela, Rob Iac, e tutti gli altri di cui ormai conosco i nomi a memoria e che oggi finalmente hanno avuto un volto e una voce. E la piccola soddisfazione di sentirti dire che stai facendo qualcosa di bello.

E tutti gli amici che ho salutato, incitato, abbracciato, che hanno fatto il loro personale, che si sono semplicemente divertiti, che hanno corso la loro prima mezza, o i loro primi 10 km.

E Lorenzo, che persino col cellulare, è riuscito nell’impresa di farmi una delle foto più belle di sempre.

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Io che una volta non amavo farmi fotografare perchè non mi piacevo mai, perchè mi preoccupavo solo di essere bella o brutta, adesso mi guardo e mi piaccio, perchè ho imparato a vedere me stessa, perchè mi dico: sì, io sono proprio così.

E poi la corsa e il piacere inaspettato di indossarlo di nuovo un pettorale, in un autunno che avevo deciso senza gare.

La corsa che finché non mi fermo mi riempie la testa solo di numeri, passo al km, moltiplicato per i kilometri, diviso per il tempo finale, che scacciano via tutti i pensieri.

E poi la pasta col pesto dopo la gara, che anche se è quello già pronto che non hai avuto tempo di cucinare, dopo che hai corso ti sembra così buono che nemmeno se l’avessi preparato nel mortaio con il basilico dell’orto.

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E i panini dolci nel forno, che impastare è sempre un piccolo momento di felicità.

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E la giornata, che 10 righe più su ti sembrava così nera, si riempie di cose belle da ricordare.

E la gara?

Premetto che io sono leggerissimamente competitiva (!) e che quando sono in gara mi piace dare tutto e dare il meglio. Se no, che divertimento c’è?!

E poi ho il demone del pettorale. Quella cosa che ti prende quando lo indossi, anche se quando esci di casa non hai nemmeno troppa voglia, anche se hai detto che la gara no,  non la spingo, la uso da allenamento, ma una volta che hai attaccato le spillette alla maglietta capisci che devi dare tutto quello che hai.

Visto che mi sto riprendendo ora dai miei problemi col bicipite femorale e non faccio una ripetuta da maggio, capirete che non ero così ansiosa di mettermi un pettorale, consapevole che comunque il crono finale sarebbe stato per forza di cose ben lontano dai mie tempi abituali.

Ma alla #Milano21 ci volevo essere.

Scartati i 21 km che non ho nemmeno più nelle gambe forse, ho deciso di correre i 10.

Naturalmente io sono partita senza obiettivi e senza aspettative, ma per chi ne aveva direi che il percorso è abbastanza veloce, anche se con 3 salitelle piuttosto insidiose, che in 10 km non sono nemmeno poche.

Per il resto strade larghe e piatte e possibilità di chiudere con un bell’allungo finale una gara che si corre tutta in pieno centro della città.

Quanto alla 21 km, di tutto quello che ho letto e sentito, sono sempre 2 le cose che tornano: percorso veloce e città silenziosa.

Niente clacson ieri ma nemmeno niente tifo.

Una Milano che ancora una volta non ha dato soddisfazione ai suoi 6500 cittadini che hanno sfidato vento e gelo per attraversarla in calzoncini e scarpette.

Un’altra bella occasione sprecata. Milanesi, quando imparerete?

Percorso veloce, cielo terso, aria finalmente pulita, maglia tecnica da urlo, asciugamano da finisher, uno dei gadget più utili di sempre, personali come se piovesse.

Tutto bello insomma, tutti felici, e poi il delirio. Eh sì, perchè il ritiro delle sacche a fine gara si è trasformato in un vero e proprio deliro.

E lunghe code anche prima di partire, per consegnarle le borse, e per andare in bagno, che per 6500 persone c’era solo una fila di bagni chimici.

Tutto nella prima vera fredda giornata di novembre, con raffiche di vento gelido che ci hanno presi alla sprovvista e messi a dura prova.

Si sa che gli italiani il giorno dopo un grande evento sono tutti arbitri, giudici in corte d’appello, critici cinematografici, tecnici della nazionale e naturalmente tecnici Fidal ed esperti organizzatori.

Ecco, non è questo lo spirito con cui rilevo alcune pecche organizzative di questa gara, che di fatto ci sono state, ma quello di chi osserva un evento bello, importante, organizzato con passione e vuol vederlo crescere ancora e migliorare. La strada è quella giusta, basta ripartire da qui.

Anche i dolci vegani non sono mai perfetti la prima volta che li faccio! Trovo il difetto, correggo il tiro e riprovo. E non è detto che siano perfetti nemmeno la seconda volta 😉 Ma continuo a provare, con impegno, attenzione e passione.

Io questa prima #Milano21 la dedico a chi come me naviga a vista tra spirito zen e spirito di competizione.

A chi dalla corsa cerca buone sensazioni ma poi quando mette il pettorale gli sale il demone.

Noi che tanto le gare non le possiamo vincere quello che possiamo fare è dare il meglio di noi stessi, ogni volta.

Io, che nelle mie condizioni non mi volevo nemmeno iscrivere, ho comunque fatto del mio meglio: 10 km così così ma i più veloci degli ultimi 6 mesi.

E la determinazione, l’impegno e la fatica sono gli stessi di quando ci mettevo 5 minuti di meno.

Ci vediamo l’anno prossimo #Milano21, io ci sarò, più agguerrita e competitiva che mai, ma sempre zen, of course

#followyourpassion

Arrivo Galimberti Dossena

L’arrivo meraviglioso delle campionesse Sara Galimberti (cui è andata la vittoria) e Sara Dossena.

 

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