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OBIETTIVO FISSATO CON LE NUOVE GHOST 12

In molti mi chiedono perchè corro.

Correre non è sempre bello, anzi, ma fa accadere cose belle.

A prescindere.

Perché alla fine dell’allenamento sono felice e soddisfatta di me!

Comunque vada.

Perché correndo si fa il pieno di ottimismo e di energia e si riesce a far pace con sé stessi e con una brutta giornata.

Perché correre può cambiare tutto. Sempre e comunque.

Oggi vi parlo ancora di Brooks, portatore sano della filosofia del #runhappy, e delle nuove Ghost 12.

Quando ti affezioni a una scarpa è quasi impossibile lasciarla… sai che lei non ti tradirà mai, ti conosce, si adatta a te…

Ma soprattutto non è mai il momento giusto per cambiare.

La Ghost di Brooks è stata la mia prima volta. La prima volta che ho osato cambiare scarpa.

E ha funzionato. Era l’ormai lontano 2015 e con la Ghost 8 Berlin Special Edition ho fatto il mio personale alla maratona di Pisa, purtroppo ancora imbattuto.

Da quella volta è iniziata una lunga storia d’amore con le Ghost che ancora non conosce crisi.

Io non sono in grado di fornire un parere tecnico sulle scarpe da corsa, posso solo raccontarvi le sensazioni di una podista che ha macinato e continua a macinare tanti chilometri.

Peso solo 46 kg e ho un appoggio neutro: capirete che mi adatto facilmente a qualsiasi scarpa. Quello che conta per me è la sensazione.

E con le Ghost ho sempre avuto buone sensazioni.

L’autunno è la stagione della ripresa, si fissano nuovi obiettivi e ci si prepara per affrontare nuove sfide.

La sfida per me è quella di riuscire finalmente a preparare una gara decentemente, dopo due anni anni di stop forzati e infortuni vari.

Quale che sia il proprio traguardo da raggiungere, Brooks propone Ghost 12: la nuova edizione della calzatura più premiata e più amata dai runner di tutto il mondo, pensata per arrivare comodamente a ogni risultato, qualsiasi esso sia.

GHOST 12

Grazie all’azione combinata di BioMoGo DNA e DNA LOFT, ogni passo ha la sua giusta ammortizzazione, senza perdere reattività e resistenza.

Il BioMoGo si adatta istantaneamente al passo, al peso e alla velocità di ogni runner, mentre il DNA LOFT, la tecnologia più morbida brevettata da Brooks, permette di avere una piacevole sensazione di morbidezza alla pianta del piede.

Con le Ghost 12 la corsa non è solo più comoda, ma è anche più fluida e armoniosa grazie al Crash Pad segmentato, un sistema di ammortizzazione completamente integrato che si adatta a qualsiasi appoggio del piede, massimizzandone l’efficienza, attutendo qualsiasi tipo di l’appoggio e generando comode transizioni tacco-punta.

E per finire, il piede è avvolto in un comodo involucro protettivo, traspirante e leggero grazie alla tomaia Mesh ingegnerizzata con stampa 3D Fit Print che garantisce una calzata morbida, sicura e duratura.

Io le ho indossate la prima volta ed è stato subito come se le avessi sempre portate.

Una scarpa quasi perfetta per me: sicura, stabile, avvolgente sul tallone come piace a me, ma piuttosto leggera e sufficientemente reattiva.

Ieri con le mie Ghost 12 ho corso il mio lunghetto in preparazione alla mezza che ho scelto: la Milano21 Half Marathon di fine novembre. Anche se a me le gare milanesi non portano molto bene…

Comunque 16 km a 4’53/km di media finale, che mi fanno sperare di poter correre la mia mezza perlomeno sotto i 5’/km.

GHOST 12

Le gambe hanno girato allegre fino alla fine, nessun dolore finalmente e le scarpe ai piedi sembrano quelle giuste. Forse saranno loro ad accompagnarmi per i miei ‘primi’ 21 km di questo nuovo corso.

Come dice Brooks non ci sono più scuse, niente è impossibile e superare il proprio record personale, qualunque esso sia, sarà un gioco da ragazzi.

Il mio obiettivo questa volta non sarà certo la ricerca del personale, impossibile anche solo da raggiungere in questo momento, figuriamoci superare, ma sarà fare il meglio che posso e ricominciare da lì.

Senza guardarsi indietro.

E correndo felice.

#runhappy

GHOST 12

 

 

 

 

 

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