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Obiettivo Sojasun Verdi Marathon, la mia prima mezza

La SojaSun Verdi Marathon non è la mia prima mezza.

Di mezze maratone non so più quante ne ho corse ormai. Tante.

La prima chiusa in 2h14′ nell’ormai lontano 2009.

Dal 2009 a oggi sono passati diversi anni, millemila chilometri, tante gare e allenamenti, non solo mezze ma anche maratone, qualche trail e diversi infortuni, e tanti, tanti minuti faticosamente mangiati al garmin.

Le mie ultime mezze le ho corse tutte con buoni tempi, con un personale portato a casa nel 2015 di 1h33′. A dimostrazione che qualunque sia il punto di partenza non bisogna mettere limiti al miglioramento, che non si sa mai!

Poi ho infilato una serie di gare bucate alla ricerca del miglioramento, una Milano Marathon disastrosa, una Monza Resegone che mi ha dato il colpo di grazia e una gamba che mi ha presentato il conto.

E adesso dopo tanto tempo quasi ferma ai box per un problema alla gamba sinistra che non mi ha dato tregua per più di 7 lunghissimi mesi, correre i 21 km della Sojasun Verdi Marathon sarà quasi come correre la mia prima mezza.

Che arrivi a un certo punto che ti dimentichi che correre 21 km non è proprio cosa semplice, che non è proprio da tutti e che ci vuole tanto sacrificio e allenamento.

Che la mezza si fa in scioltezza, dicevamo tra amici, quando i km nelle gambe erano sempre tanti, i ritmi svelti, la grinta a palla, sempre sul pezzo, sempre in pista, un po’ spocchiosi.

Ma la corsa è un po’ come la vita, non perdona, e restituisce tutto quello che le dai. O non le dai.

E quando serve ecco che arriva la mazzata, quel bagno di umiltà che ti rimette al tuo posto, che ti costringe a fermarti.

Che ti ricorda che la corsa è uno sport che richiede sacrificio e rispetto. Come tutti gli sport.

E richiede cura e attenzione, soprattutto se a fare i supereroi siamo noi ultraquarentenni con vite strapiene sulle spalle, pensieri, impegni, doveri, poco o zero tempo per massaggi, diete e riposo.

Non abbiamo nemmeno 5 minuti per fare stretching dopo l’allenamento che già dobbiamo correre in ufficio.

E allora diventa fondamentale ascoltarsi e non dare mai nulla per scontato.

Io questa volta spero di averlo davvero imparato.

Il mio problema alla gamba l’ho curato con il riposo, con la fisioterapia e l’osteopatia, con l’allenamento funzionale, con un po’ di fiducia e con l’alimentazione.

Sì, anche con l’alimentazione. Per cercare di lasciare andare qualche chiletto in più preso negli ultimi mesi, che le disgrazie arrivano sempre tutte insieme, ho eliminato completamente i prodotti da forno che – chi mi segue ormai lo sa – hanno un potente effetto contraente e irrigidiscono la muscolatura.

E così in 2 settimane è sparito anche quel fastidio costante che sentivo persino mentre camminavo ed è sparita anche la rigidità del mattino, che appena alzata per i primi 3 passi avevo la gamba paralizzata.

Intanto ho ripreso gli allenamenti, quelli veri. Le ripetute in pista, il fartlek e tutte quelle cose lì, dai nomi spaventosi.

Ricominciare non è facile, la fatica è spropositata in proporzione ai risultati, non ritrovi più le belle sensazioni che conoscevi, ti sembra tutto inutile.

Ma se sai tenere duro e superi la crisi le soddisfazioni che puoi avere sono ancora tante, come in una storia d’amore.

Perchè poi a un certo punto succede che ogni allenamento è una soddisfazione, un miglioramento. Un po’ come quando cominci a correre e a ogni gara è un pb!

E finalmente tornano le belle sensazioni.

Io sto fingendo di aver appena cominciato a correre e cerco di godermi le soddisfazioni quotidiane del principiante!

E la gara che ho scelto per il mio nuovo debutto in mezza maratona è la SojaSun Verdi Marathon.

Una gara che ho già corso 2 volte ma sulla distanza dei 30 km…

La SojaSun Verdi Marathon infatti prevede diverse distanze: la maratona, che si snoda lungo le ‘Terre Verdiane’, così chiamate in riferimento ai luoghi natii di Giuseppe Verdi,
la mezza maratona  e la Corsa del Principe di 28,8 km, un lungo perfetto in previsione delle maratone primaverili.

Per tutti partenza da Salsomaggiore.

(Se volete potete leggere il mio racconto della scorsa edizione qui.)

Una gara veganfriendly grazie al main sponsor Sojasun.

Con tetrapack di latte di soia umani che corrono sul percorso e budini vegetali all’arrivo. Il sogno di ogni Veg Runner!

Grazie a Sojasun per avermi invitata.

Affronterò questa gara con quell’emozione che ormai avevo dimenticato, quando non sei nemmeno sicuro di arrivare in fondo. Niente tempi, niente crono, quando chiudere è già un miracolo.

Quando quello che conta è solo essere finisher.

 

 

 

 

 

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