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Polimirun: da Bovisa a Città Studi la 10 km più veloce che c’è

Solo per il fatto che la partenza è a poco più di 1 km da casa mia la Polimirun già mi piaceva parecchio.

Che le levatacce per correre mi riescono sempre più difficili…

Una corsa da Politecnico a Politecnico: partenza dal Politecnico Bovisa, arrivo alla storica sede di piazza Leonardo da Vinci per un totale di 10 km.

Organizzata da Adidas Runners e Politecnico di Milano, alla sua seconda edizione ha già registrato numeri pazzeschi con i suoi 12.000 iscritti e i pettorali esauriti da tempo, che nemmeno i biglietti per il concerto di Vasco.

Un gara giovane quindi, ma che già si fa notare. Se ne sente parlare come della nuova Deejay Ten. Vedremo.

polimirun

Io di certo, ora che l’ho corsa, l’ho eletta mia nuova gara del cuore: partenza sotto casa e percorso scorrevole e veloce.

Nonostante sia partita molto indietro nessun imbuto di quelli che a volte, nelle gare così partecipate, ti costringe fino a camminare per i primi km.

Si va via veloci sin dallo sparo, ovunque si sia posizionati.

In generale al percorso io darei un bel 10 e lode.

Si passa da tanti luoghi a me familiari e cari: casa mia appunto, il cavalcavia che dal XXV aprile mi fa arrivare in un attimo a casa ma che quando me lo sono trovato lì già al secondo km volevo morire, la Scighera, il circolo Arci della Bovisa dove ho trascorso tanti bei momenti e dove sono successe solo cose belle, corso Buonos Aires, dove oggi c’è il nostro nuovo teatro (dove lavoro) e infine Piazza Leonardo Da Vinci dove invece c’è il teatro in cui ho passato tante e tante serate fin che è stato la nostra sede provvisoria.

Ma a parte questa nota personalissima, quello della Polimirun è un percorso unico nel panorama delle gare milanese e a conti fatti secondo me il più veloce: niente rotaie nè pavè o sterrati, un’unico cavalcavia, strada larghe e quasi sempre dritte.

Il che dimostra che si può correre in città anche senza passare da Corso Sempione!!!

Unico neo in una gara quasi perfetta, la questione sacche, di cui in molti si sono lamentati.

Quando una gara parte in un punto e arriva in un altro, bisogna che l’organizzazione faccia arrivare le sacche degli atleti con il cambio dalla partenza all’arrivo. Di solito ci sono dei camion prediposti che si muovono la mattina stessa della gara.

Questa volta invece agli iscritti era richiesto di consegnare la propria sacca contestualmente al ritiro del pettorale. Niente di male se non fosse che questo significa presentarsi alla partenza già pronti per correre. E portarsi addosso in gara al minimo il telefono e le chiavi di casa.

E se avesse fatto freddo o addirittura piovuto? questo forse è un punto debole nell’organizzazione che andrebbe rivisto.

Chiusa questa parentesi, la Polimirun è una gara comunque che mi riprometto di correre l’anno prossimo per tentare il personale.

Che quest’anno ero iscritta alla non competitiva.

A dirla tutta la Polimirun io non avrei nemmeno dovuto farla. Io mi muovo sempre all’ultimo e quando ci ho pensato le iscrizioni erano sold out.

Se non che, grazie ad Adidas che mi ha fornito anche le nuovissime Solar Boost da testare, ho avuto anche io il mio pettorale. Ma all’ultimo momento.

E sono arrivata al giorno della gara da una settimana devastante.

Allenamenti: 0. Scorte di glicogeno: 0

Ho passato 3 giorni a letto schiantata da una congestione in totale digiuno e poi, a onor del vero, è dalla Stramilano che non faccio una ripetuta…

Insomma, di certo non avevo obiettivi.

Eppure, non vi nascondo la delusione che mi ha colto quando questa mattina ho scoperto di essere iscritta alla non competitiva. No so perchè, ma per un attimo mi è scesa l’adrelina.

Giusto un attimo, che poi io quando mi attacco il pettorale dimentico tutto e parto, sempre alla ricerca della mia migliore prestazione.

E infatti gli ultimi 2 km li ho patiti parecchio e nella testa mi dicevo: rilassati un attimo, che ti frega, mica vinci, mica fai il personale.

Ma niente, io proprio non ce la faccio. E stringevo i denti cercando di mantenere un passo che non era più facile come nei primi km.

Allenamenti estenuanti che tanto non vincerai mai una gara.

Ore e ore di pratica yoga e meditazione per una pace interiore talmente lontana dalla mia natura che non mi basterebbero mille vite per raggiungerla. 

Uno stile alimentare apparentemente fatto di rinunce, che tanto poi si muore lo stesso.

A questo pensavo mentre correvo quegli ultimi 2 km.

E mi dicevo che sì, non vincerò mai una gara, sì, forse non avrò mille vite a disposizione e sì, si muore lo stesso. Ma intanto ho questa. È la mia. È preziosa. E voglio viverla al meglio. Poi quello che sarà, sarà. Ma io avrò fatto tutto il possibile per stare bene e godermi ogni momento, non perdermi nulla di questo viaggio.

E tanto vale mettersi in gioco sempre.

Per la cronaca ho chiuso questi 9,85 km in 44’55”, un tempo ottimo ad oggi per me e del tutto inaspettato.

E se fossi stata competitiva sarei stata seconda di categoria! Che lo sapevo che non l’avrei dovuta guardare la classifica 😉

Diciamo che in una gara in cui l’età media è 20 anni essere anziana una volta tanto si rivela un vantaggio!

Assegno il mio podio personale a:
  1. il bambino cinese che quando ci ha visti passare ci ha gridato: Forza Inter! Abbasso Milan!
  2. Allo studente che all’arrivo mi ha osannata manco fossi una top runner perché gli ho fatto fare il pb
  3. A tutti noi, podisti della domenica, che ogni volta che ci allacciamo le scarpe invece di restare a dormire scegliamo di rendere straordinarie le nostre vite ordinarie. Almeno per qualche ora.
Menzione speciale per le mie nuove Solarboost: favolose!

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Le provo ancora un po’ e poi vi saprò dire meglio.

(intanto se volete potete acquistarle qui)
Ci vediamo l’anno prossimo: ci si allena e si va a fare il personale!

#polimirun #solarboost

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