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#RoadtoMilanoMarathon: Sojasun Verdi Marathon, un viaggio lungo 29 km

Preparare una maratona è una vera impresa. Per tutti, ma per noi amatori particolarmente.

Bisogna fare i salti mortali carpiati per incastrare le 2/3 uscite infrasettimanali e poi la domenica ci sono i lunghi.

I lunghi sono impegnativi perchè richiedono tempo e pianificazione e poi perchè sono lunghi!

Persino io, che amo correre da sola, cerco sempre di avere almeno un compagno per correrli.

Un buon modo per affrontare il lungo, e allo stesso tempo per verificare lo stato della propria preparazione, è quello di partecipare a qualche gara.

Così ieri ho ‘sacrificato’ un’altra domenica alla mia tabella di allenamento e sono andata a correre il mio primo lunghissimo alla Sojasun Verdi Marathon.

Sono andata in giornata partendo da Milano: sveglia alle 5.00 e via.

Mi sono sempre chiesta come faccio a scattare come un grillo con queste sveglie impossibili nei week end, quando per andare al lavoro la sveglia la faccio suonare e risuonare un’ora almeno, prima di riuscire a trascinarmi giù dal letto… è proprio vero che la passione può tutto.

Con i miei 2 compagni di viaggio siamo arrivati a Salsomaggiore con un buon anticipo e abbiamo raggiunto gli altri MICS (la società Uisp di cui faccio parte) già lì dalla sera prima.

sojasun verdi marathon mics

La Sojasun Verdi Marathon è una gara molto partecipata e prevede diverse distanze, tutte con partenza da Salsomaggiore Terme: 10 km, mezza maratona, 29 km e maratona.

Io ho corso la Corsa del Principe: 29 km da Salsomaggiore a Soragna.

Sinceramente, mi chiedo perchè 29 km e non 30, che è una distanza classica da tabella… mah.

Comunque. La giornata è partita bene.

Che quando avevo corso questa gara nel 2015 aveva piovuto ininterrottamente per tutti i lunghissimi, infiniti 29 km…. che lo sappiamo che non esistono condizioni meteo sfavorevoli eccetera, ma correre con la pioggia per più di 2 ore in piena pianura padana a febbraio metterebbe alla prova chiunque.

Quest’anno per fortuna Salsomaggiore ci ha accolti con un bel sole e un cielo super blu, limpido e terso.

sojasun verdi marathon run veg

Un clima buono in apparenza ma a mio parere un po’ difficile, per via dell’aria gelida e tagliente. Senza contare che io faccio ancora errori da vera dilettante.

Nel senso che dopo 7 maratone e millemila altre gare ancora sbaglio i vestiti. Anche stavolta ho fatto l’errore di coprirmi troppo.

Ho passato la parte centrale della gara concentrata sulla mia temperatura corporea e sul dilemma mi spoglio, non mi spoglio… una dispersione di energie davvero inutile!

Coprirsi troppo è un errore grave e può realmente compromettere una gara o un allenamento per diverse ragioni.

Con l’aumento della temperatura corporea, il corpo aumenta la circolazione sanguigna e il cuore aumenta la frequenza cardiaca. L’ipertermia inoltre genera un consistente aumento della produzione di acido lattico e un consumo maggiore del glicogeno muscolare, con conseguente sensazione di affaticamento e spossatezza.

Insomma, una faccenda da non sottovalutare.

Che poi in realtà non faceva così caldo. Anzi sì.

Insomma prima freddissimo, poi caldissimo, poi ancora freddo, le gambe prima leggere, poi di marmo, poi di nuovo leggere, le arie di Verdi dagli altoparlanti, i numeri in testa a scacciare i pensieri. Che certe volte i km sono così tanti che nemmeno tutti i numeri del mondo sembrano bastare.

Salsomaggiore Soragna. Un viaggio lungo 29 km.

Vicino a me come sempre il mio storico compagno di allenamenti, Alessandro Pagani, l’ormai famoso tassista di Niguarda, indomito #guerrierodelseitan, che si è generosamente fermato ad aspettarmi in un paio di momenti di crisi (noi non gli diremo mai che la prima volta in realtà sono rimasta indietro perchè nel tentativo fallimentare di togliermi la maglia sopra ho fatto cadere i miei gel).

Alex, il mio super coach, e Loredana, che dopo aver corso i primi 15 km con noi si è involata e ha fatto il suo personal best sulla mezza maratona.

Quanto a me, è finita che ho portato a termine il mio allenamento rispettando i ritmi indicati in tabella, ma faticosamente.

Prestazione ok, ma sensazioni non buonissime.

All’arrivo budini di soia e docce roventi. Un sogno.

Una gara veganfriendly grazie al main sponsor Sojasun.

Insieme a noi lungo il percorso correvano tetrapack di latte di soja umani! Quanto avrei voluto fotografarli!

sojasun verdi marathon

Come ogni trasferta che si rispetti anche la Verdi Marathon si è conclusa con un meritatissimo terzo tempo.

Che integratori, recuperi vari e magari un massaggio sono utilissimi a fine gara, ma delle volte bastano una birra e qualche risata con chi ha condiviso con te chilometri e sudore a far svanire acido lattico e pensieri.

Una volta a casa, per cena mi sono preparata una zuppa di miso.

sojasun verdi marathon zuppa di miso

Anche perchè spesso, a seguito di uno sforzo intenso come una gara tirata o un allenamento lungo, sento stomaco e intestino un po’ sottosopra.

Poi magari ho preso freddo, ho buttato giù gel e integratori vari e mi sono rifocillata con un pranzo abbondante e non sempre super sano, soprattutto se lo consumo fuori casa come stavolta.

Per capire l’effetto della zuppa di miso provate a immaginare di avere un esercito di spazzini giapponesi al lavoro per ripulire il vostro organismo da fatica e tossine! Come una medicina, effetto immediato! Io ci metto anche un po’ di zenzero, che aiuta la digestione.

Mentre mangiavo la mia zuppa stasera pensavo che ad oggi il ritmo gara che ho scelto per la maratona mi sembra impensabile da tenere per 42 km.

Ma chi lo sa, alla Milano Marathon mancano ancora 5 settimane, altri 2 lunghi e un po’ di riposo.

Comunque sia il primo lunghissimo è andato, e adesso la maratona fa un po’ meno paura.

#roadtoMilanoMarathon

(l’immagine di copertina è di Podisti.net)

sojasun verdi marathon run veg

 

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