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La Stramilano è sempre lei. Cronaca di una domenica perfetta.

Molti odiano la domenica.

Io l’ho sempre amata invece. Anche se il mio modo di viverla è molto cambiato negli anni.

Dalle dormite infinite fino a mezzogiorno e oltre, seguite da giornate pigre e indolenti, alle sveglie agonistiche degli ultimi anni per il lungo della domenica o per qualche gara da correre.

Quando ieri pomeriggio mi sono finalmente schiantata sul divano con una birra in mano e la mia medaglia al collo ho pensato che quella era proprio una domenica perfetta.

stramilano

Ieri era la domenica della Stramilano. Una gara che ha pochi più anni di me e che ricordo fin da quando ero bambina.

Che mio papà ci portava in piazza del Duomo a vedere i podisti passare e che qualche volta ho corso anche io con la pettorina, quella coi laccetti della non competitiva.

La gara che mi ha fatto smettere di fumare nel 2012, la gara che in qualche modo ha cambiato la mia vita nel 2016, la gara che corro ogni anno, a volte amata e a volte odiata, ma non manco mai.

Nessuno se ne abbia a male ma la gara più amata dai milanesi, forse l’unica amata, è questa.

La stracittadina  per cui tutti i milanesi scendono in strada e anche chi non indossa calzoncini e scarpe da running si distribuisce sul percorso per applaudire al passaggio dei podisti.

Che altrimenti sono solo insulti e strombazzate di clacson.

Quest’anno ho corso la mia 21 km agonistica senza nessun obiettivo o velleità cronometrica. La mia seconda mezza dopo lo stop durato 7 mesi e da cui mi sto riprendendo abbastanza velocemente.

Una prova per testare il mio stato di forma dopo quasi 3 mesi di allenamenti.

Mi bastava fare un pochino meglio che alla Soja Sun di Salsomaggiore dove, considerate le condizioni climatiche eccezionali, avevo comunque ottenuto un buon risultato.

L’idea quindi era di viaggiare appena sotto i 5′ al chilometro senza spingere, un po’ a sensazione.

Il sabato non riesco a riposarmi come vorrei, tanto per cambiare.

Ero stata invitata a partecipare a un dibattito organizzato da Lav a Fa la cosa giusta, la fiera del comsumo critico che si svolgeva a Milano proprio questo week end: la scelta vegan rende più felici? E non vi dico l’emozione…

Ne approfitto per dire grazie alla Lav e a chi mi da ogni volta la possibilità di raccontare che essere vegani, sportivi e felici si può!

stramilano

E’ finita che poi me ne sono andata in giro per la fiera per 4 ore, con gli anfibi ai piedi, assaggiando e smangiucchiando biscotti, biscottini, cioccolato e varie altre prelibatezze presso tutti gli stand che mi sono capitati a tiro!!! Era tutto talmente buono, bio, equosolidale e vegan! Cosa dovevo fare?

Una volta a casa, sfatta, mi sono schiantata sul divano senza cena, ho riposato un po’, verso le 23.00 ho mangiato 3 cucchiate di riso integrale scondito preso direttamente dal frigo e sono andata finalmente a dormire.

Insomma, di certo una giornata pre gara non da manuale. E io davvero un pessimo esempio…!

Ma vi racconto questo per dirvi che se siamo allenati e ci alimentiamo bene SEMPRE il nostro corpo avrà glicogeno in abbondanza per correre comunque, senza doversi preoccupare troppo del pasto pre gara.

Naturalmente se avete un obiettivo cronometrico il mio consiglio è di riposare e alimentarvi bene fino all’ultimo!

Da segnarsi tra le cose da non fare è anche indossare un paio di scarpe nuove di pacca come ho fatto io, che ho deciso di testare le mie nuovissime Levitate Black direttamente sui 21 km. Va detto che avevo già corso con le Levitate nella versione precedente, le conoscevo e sapevo che sono ottime scarpe, ma da domenica con queste nere è nato un amore speciale!

La partenza della Stramilano è anticipata alle 10.30 quest’anno, che poi per l’ora legale che ci ha tolto un’ora di sonno ma per fortuna anche un’ora di sole, di fatto sono le 9.30.

Fa già caldo, ma non troppo. Almeno all’inizio.

Che la Stramilano è così. Sembra segnare l’arrivo della primavera. Almeno a Milano.

Fino al giorno prima nevicava e poi il giorno della gara magicamente sole, temperature in rialzo di una decina di gradi e la prima corsa in mezza maniche della stagione.

(Salvo naturalmente alcune rovinose edizioni martoriate dalla pioggia come nel 2013).

Questa scelta di “andare a sensazione” mi ha portata a gestire male la gara.

Parto più forte del forte del previsto.

Sentivo le ripetute nelle gambe e appena mi distraevo un attimo giravo subito a rimi alti, che mi venivano facili.

Dopo i primi 5 km avevo già alzato l’asticella del mio obiettivo finale e ho tenuto duro per raggiungerlo.

Ma quando è stato il momento di spingere mi sono ritrovata un po’ inchiodata.

E gli ultimi 3 km sono stati veramente duri.

E pensavo: ma perchè continuare a soffrire? Perchè non molli e non arrivi rilassata alla fine? Vincere non si vince mai niente e mica fai il tuo personale oggi.

Che ti frega di un minuto in più o in meno?
Ma niente, continuavo a spingere, a chiedere a me stessa tutto quello che potevo dare, fino alla fine… perchè? Non lo so.

Perchè sono competitiva, perchè quando attacco le spillette alla maglietta mi sale il demone del pettorale e lui vuole andare, costi quel che costi, perchè la gara è tra te e te, sempre, e la sfida e il divertimento sono tutti lì e rinunciare è sempre un peccato.

Una gara bella, corsa (quasi) tutta col sorriso.

Cercavo gli amici tra  gli spettatori, mi accostavo a scambiare un saluto con i podisti che incontravo sul percorso, davo il 5 ai bambini e alla gente ai lati della strada. Che i runners imbruttiti dicono che fa perdere secondi preziosi, ma io non resisto mai. E’ troppo bello!

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Niente arena per la 21 km quest’anno ma l’arrivo spostato in piazza Castello consente una bella volata finale: ancora una volta finisher e obiettivo raggiunto.

La mia ripresa procede più velocemente del previsto. E per questo devo dire ancora una volta grazie agli Urban Runners, per il calore con cui mi hanno accolta, per il sostegno che mi hanno dato e soprattutto per le ripetute del mercoledì!

L’arrivo in pista all’interno dell’Arena, il tempio dell’atletica milanese, era davvero suggestivo e forse la cosa più bella di questa gara, va detto, ma avendo compattato tutto in unico posto – deposito borse, ristoro, spogliatoio, arrivo e partenza – la logistica ne ha decisamente guadagnato.

Una menzione speciale per il sempre ottimo ristoro adatto anche a vegetariani e vegani. L’anno scorso orecchiette al pomodoro, quest’anno trofie. Un po’ incollate ma abbondanti e calde.

E poi la pasta che mangi dopo una gara è sempre e comunque la più buona del mondo, che fame, gratitutidine e fatica sono i condimenti migliori!

Soprattutto se la trovi già pronta e la puoi gustare sdraiata sull’erba!

Un pic nic defaticante nel primo giorno di primavera milanese! Una meraviglia.

Unica nota dolente è stato vedere ancora che ai punti di ristoro si distribuivano bottigliette di acqua da mezzo litro.

Quanta acqua sprecata e quanta plastica!

A pochi giorni dalla giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, giorno in cui ho partecipato all’osservatorio nazionale di Lifegate sugli stili di vita sostenibili. Lo sapete che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari?! Non mi voglio dilungare su questo, ma invito tutti, organizzatori e podisti, a fare delle riflessioni.

Mentre mi recavo a piedi alla partenza domenica mattina ho incrociato famiglie intere con la pettorina, mamme, papà e bambini, a volte anche cani. Tutti insieme per correre i 5 o i 10 km della tanto amata corsa dei 60.000.

E ho pensato che la vera festa è lì.

Lontano dagli sguardi tesi e fissi sul garmin di noi podisti imbruttiti che ogni tanto ci dimentichiamo che il bello della corsa è anche la passione che ci unisce.

Ecco, io l’anno prossimo vorrei stare lì, in mezzo a tutti quei sorrisi.
#StraMilano
#Levitateblack
#Runhappy
#EnergiaInfinita
#UrbanRunners
stramilano

 

 

 

 

 

 

 

 

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