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L’amore, la corsa e le nuove Glideride di Asics

Certi amori non finiscono,

fanno dei giri immensi e poi ritornano

Cantava il buon vecchio Antonello Venditti, che di amore in fondo ne sapeva.

L’amore quando esplode è qualcosa di totalizzante.

Che non pensi ad altro, che tutta la tua vita ruota intorno a lui, che non puoi stare un giorno senza, che non parli d’altro con tutti, che bastano un paio di giorni di lontananza e ti senti inutile e vuoto.

Per molti di noi l’amore per la corsa è stato proprio così, non è vero?

Ricordo i primi anni, quando ogni domenica c’era una gara o una tapasciata, quando tutta la mia vita sociale ruotava intorno alla mia tabella di allenamento e non parlavo d’altro con tutti e tutti gli altri con me parlavano solo di corsa.

Vi capita? Se la risposta è sì, siete ancora nella fase acuta 😉

Perchè poi, come in tutte le storie d’amore, le cose un pochino cambiano.

Anche la più grande passione col tempo si affievolisce e per mantenerla in vita va coltivata, con l’impegno, la dedizione e il sacrificio.

L’amore va protetto.

Dalle difficoltà quotidiane, dalle sofferenze, dalle distrazioni, da altri amori passeggeri che sembrano sempre più scintillanti e gratificanti.

Cose che capitano e possono metterlo a dura prova.

Anche l’amore per la corsa può vivere dei momenti difficili.

O semplicemente momenti in cui tutto sembra ridursi  alla solita vecchia routine.

Dei momenti in cui vorresti essere ovunque tranne che lì. Fare qualunque cosa, tranne quella. Che persino pulire il bagno ti sembra più allettante che uscire a correre.

Vi siete mai sentiti così? Io sì.

Diverse volte. E questa è una.

Questo lungo periodo periodo di tira e molla, con dolori che vanno e vengono e gare bucate una dietro l’altra ha messo a dura prova la mia lunga storia d’amore. E la mia motivazione.

Alzarsi la mattina è una fatica immane, spesso mi giro dall’altra parte e rimango a letto.

E dovendo scegliere, preferisco sempre andare ad allenarmi in palestra.

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Me lo avessero detto 10 anni fa!

Insomma io e la corsa in questo momento siamo in una relazione complicata, come si usa dire adesso.

Per fortuna ci sono le scarpe nuove da provare!

ASICS GLIDIRIDE

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Ho cominciato a provare la Glideride in autunno, era ottobre e faceva ancora caldo.

Scrivo ora le mie impressioni perché è una scarpa che ho dovuto indossare molte volte prima di “capirla” veramente.

La scarpa veste un pochino più piccola, caratteristica che ho riscontrato in diversi modelli Asics: dunque tenetene conto se la acquistate on line. Rispetto alla taglia che prendete di solito ci vorrebbe forse un mezzo numero in più.

La sensazione che la scarpa sia piccola è accentuata dal fatto che è molto rigida: ci ho corso ma ci ho anche camminato, cosa che non faccio quasi mai con le scarpe da running, e la scarpa rimane rigida.

Ma non è un difetto, è il suo carattere.

Appena calzata la prima cosa che avverti è la sensazione di basculare.

Io avevo già provato la Metaride, il modello apri pista della nuova tecnologia GUIDESOLE, ed ero preparata a questa sensazione: la suola curva ergonomica all’interno spinge il baricentro in avanti e sembra quasi di perdere l’equilibrio.

La tecnologia GUIDESOLE, dopo il primo momento di smarrimento, ci viene in aiuto durante la corsa.

Quando corriamo riduce la perdita di energia perché lavora limitando al minimo i movimenti della parte inferiore della gamba durante il ciclo del passo – donando una sensazione di inerzia senza sforzo.

Di conseguenza rende più facile correre più a lungo.

Di fatto diventa quasi impossibile correre di tallone e diventa più semplice quello che dovrebbe essere l’appoggio naturale in corsa, quello di avampiede.

Poggiare sull’avampiede è energeticamente meno dispendioso, perché si usa la naturale elasticità del piede e dei polpacci. Ma se non siamo abituati dopo le prime corse potremmo avvertire che i polpacci hanno lavorato più del solito.

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Quali sono infine le differenze tra la nuova Glideride e la Metaride?

  • La Glideride è decisamente più leggera e, di conseguenza, più performante, nonostante un’ammortizzazione aumentata del 7% per assicurare maggiore comfort.
  • La curva della suola è meno estrema
  • Il prezzo decisamente più basso e in linea con i modelli simili di fascia medio alta rende questa nuova tecnologia accessibile a tutti.

Una scarpa che penso valga la pena usare in spinta, per lavori veloci e in gara, fino alla mezza maratona, se siete podisti esperti e mediamente veloci.

Quanto a me, la passione tornerà. Magari individuando nuovi obiettivi.

Perchè quando è amore vero, si supera tutto. Sempre.


Potete acquistare le nuove Glideride qui.

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