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#RoadtoMilanoMarathon: il test Stramilano

Io la Stramilano la amo e la corro ogni anno.

E’ una gara che qualche difetto ce l’ha, ammettiamolo: migliaia di partecipanti e niente docce, tensostrutture per cambiarsi che funzionano solo se c’è il sole (ricordo il 2013 con il diluvio universale, una tragedia), un orario di partenza difficile per la mezza maratona, le 11 del mattino, quando il primo caldo di marzo ti picchia in testa nelle ore peggiori.

E quest’anno in aggiunta un percorso modificato a causa di cantieri in città e, a detta del mio crono e di quello di molti, leggermente più lungo dei previsti 21,097 km.

Ma, si dica quel che si vuol si vuole, la Stramilano è LA gara, la più amata dai milanesi, da sempre, a partire dai 60.000 che hanno corso la 10 km.

E quest’anno numeri record anche per la mezza maratona competitiva: 7000 runners alla partenza!

L’unica gara podistica milanese in cui anche i (pochi) milanesi non in calzoncini si distribuiscono sul percorso e applaudono al passaggio dei podisti.

E inoltre, per la sua collocazione in calendario, la Stramilano è un test importante per i podisti che si stanno preparando alla Milano Marathon.

La stracittadina più famosa d’Italia da diversi anni infatti si corre proprio 2 settimane prima della Maratona di Milano.

Anche per me che ho fatto una scommessa con la Milano Marathon, questa Stramilano era un test.

Il sabato non riesco a riposarmi come vorrei, tanto per cambiare.

Per cena pregara preparo un piatto unico: riso integrale con radicchio, noci e crema miso tahin (super proteica) e ancora proteine con tofu saltato in padella.

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Avrei voglia di un dolce ma non ce l’ho. E’ finita che alle undici di sera mi sono presa una fetta di veg sacher a portar via in un vegano sotto casa.

Buonissima. Mi spiace molto non averla fotografata per farvela vedere, ma quando mi è venuto in mente era già finita… meno male che non faccio la blogger per vivere!

Comunque non so se lo consiglierei come corretto comportamento alimentare pre gara, ma vabbè, non era la gara vera, era un test 😉

Alla Stramilano sono arrivata con non so quanti km sulle gambe. Soltanto domenica scorsa avevo corso il mio ultimo lunghissimo da 35 km, quella prima 32, quella prima ancora 29…

Insomma. Tanti, tanti km.

La prima indicazione del coach era di correrla a RM -5”, poi, visto che dopo il lunghissimo mi sentivo stravolta e accusavo un dolore persistente al bicipite femorale, avevamo aggiustato il tiro decidendo per un ritmo non lento ma più blando.

Nella mia testa avevo deciso di dividere la gara in 3 parti da correre a ritmi diversi e progressivi.

Peccato (o per fortuna, da vedere) che poi quando mi aggancio le spillette alla maglia mi esce subito il demone del pettorale e ciao.

Parto più forte del forte del previsto.

Fa caldo, ma non troppo. Almeno all’inizio. Il percorso è familiare, veloce.

Il bicipite femorale sinistro, che ormai mi fa male anche quando cammino, brucia, ma mi consente comunque un’andatura facile, ben al di sotto del mio ritmo maratona.

Mi sento tranquilla, lascio andare i miei compagni Alessandro e Stefano per non farmi condizionare e non farmi trascinare a ritmi troppo alti.

Sorrido, dentro e fuori, a tutti quelli che conosco, ai bambini che ti incitano dalle finestre, a quelli lungo il percorso in posizione per battere il cinque.

Al 15esimo km arriva la crisi, perdo ritmo, crollo per 2 km.

E’ a questo punto che la Stramilano si è rivelata un buon banco di prova. Non solo per le gambe ma anche per la testa.

Nonostante la stanchezza accumulata e un po’ di pigrizia a cui ho ceduto ultimamente, forse provata dai carichi di lavoro, ho reagito alla mia crisi e rilanciato.

Risultato: gara portata a termine perfettamente in tabella.

Chiusa in progressione e col sorriso! Cosa volere di più?

Unica sensazione negativa il dolore al bicipite femorale che non mi ha mollato un attimo e questo primo caldo, che al solo pensiero di dover correre una maratona intera con questo clima mi  sento già male adesso…

Ma se la Stramilano è un test, la gara di oggi dice che forse, con un po’ di riposo e qualche trattamento per i miei muscoli affaticati, qualche speranza di vincere la mia scommessa con Milano c’è.

Anche se poi lo sappiamo che la maratona è sempre un’incognita, che non puoi dire come andrà a finire fino all’ultimo metro.

Comunque, la gara di oggi me la sono proprio goduta.

A partire dalla pedalata nel fresco del mattino per raggiungere il Castello Sforzesco fino alle buonissime orecchiette al pomodoro che mi sono gustata seduta sull’erba.

Che le 11 del mattino non saranno un buon orario per correre, ma ti consentono di dormire un po’ di più, di fare colazione con calma e per tempo e il sole, che di certo non aiuta durante la corsa, è meraviglioso quando sta lì a scaldarti mentre fai un pic nic post gara.

Insomma, le cose si possono sempre vedere da diverse angolazioni!

E poi alla Stramilano conosci tutti, senti gridare il tuo nome lungo il percorso, è un continuo baci abbracci e saluti, prima, durante e dopo.

Promosse a pieni voti le mie Asics Dynaflyte che dopo questa gara vincono un pettorale per la Marathon Marathon!

Grazie ad Asics per avermele fatte scoprire e per avermi fatto correre più elegante che mai 😉

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Ecco tutto. Mentre scrivo gli occhi quasi mi si chiudono, sento la testa che pulsa, e avrei voglia di mangiare un dolce (strano).

Adesso mi sento stanca. Penso che oggi in fondo ho corso 21 km sotto il sole, ho fatto le pulizie di casa, una lavatrice e ho preparato il pranzo per domani… la solita domenica di ordinaria follia.

Una domenica da runner.

E, come sempre dopo una gara, domani sarà un lunedì più lunedì degli altri. Meglio andare a dormire.

#dontrunfly #dynaflyte

#roadtomilanomarathon #run4melierac

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L’arrivo all’Arena di Milano (ph by Women in Run Milano)

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Il gelato di frutta: il mio integratore multivitaminico preferito!

 

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